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Abbiamo estruso del filamento in PCL con Felfil System

Siamo partiti dal PCL in pellet, e abbiamo adottato alcuni utili accorgimenti: di seguito una breve guida per replicare il nostro esperimento.

 

Felfil System, il sistema di estrusione da scrivania che abbiamo sviluppato, è compatibile con un’ampia gamma di materiali: dai più noti, comunemente usati nella stampa 3D, fino a polimeri sperimentali o di nicchia.

Per quanto riguarda i primi, è possibile scaricare una breve guida in cui abbiamo raccolto i parametri di estrusione consigliati per numerosi materiali (il sistema, infatti, opera al meglio regolando correttamente temperatura, velocità e modalità dello Spooler). Quando si estrude con materiali sperimentali, invece, i parametri vanno impostati per tentativi di volta in volta; per questo abitualmente effettuiamo dei test per verificare le potenzialità del nostro Sistema anche con polimeri meno diffusi e per fornire indicazioni utili ai nostri utenti.

In questo caso abbiamo estruso del filamento a partire dal PCL (Policaprolattone) in pellet. Si tratta di un materiale che, grazie ad una spiccata biocompatibilità e ad un’elevata stabilità termica, viene utilizzato per diverse applicazioni in campo biomedico. Inoltre, il PCL ha buona resistenza nei confronti del cloro, dell’olio, dell’acqua in generale dei solventi.

 

Estrudere il PCL con Felfil System

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Il PCL ha una bassa temperatura di fusione (59-64 °C); inoltre è un materiale molto appiccicoso, che si incolla a qualsiasi tipo di superficie quando è ancora caldo, inclusi i metalli ed il PTFE.

In primo luogo, dunque, è stato necessario sostituire il consueto raffreddamento ad aria di Felfil System con un raffreddamento ad acqua. In questo caso il filamento estruso veniva subito immerso in una vaschetta contenente acqua a temperatura ambiente, come si può vedere dall’immagine.

Dopo alcuni tentativi abbiamo individuato i migliori parametri di estrusione, che ci hanno permesso di estrudere del filamento a partire dal PCL in pellet:

  • Temperatura: 95°C
  • Velocità: 8 rpm
  • Modalità Spooler: soft

 

Tips&Tricks

Durante l’estrusione è stato molto utile appoggiare Felfil Evo su una superficie rialzata di circa 5 cm, così da evitare che il materiale si incollasse alla scocca dell’estrusore una volta uscito dall’ugello.

Infine,  una delle difficoltà presentate più di frequente dell’estrusione del PCL è che se scaldato troppo il materiale tende ad agglomerarsi nel serbatoio. Consigliamo, quindi, di mescolare di tanto in tanto il pellet per evitare questo incoveniente.

 

Felfil-Extruder-PCL-5Con il filamento realizzato abbiamo poi stampato un tutore in PCL: è stato piuttosto semplice!

Per maggiori informazioni sul processo di estrusione o sui nostri prodotti ti invitiamo a contattarci!

 

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