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Come creare un filamento colorato con Felfil Evo

Realizzare del filamento per la stampa 3D con Felfil Evo è abbastanza semplice: come abbiamo descritto nella nostra guida, dopo aver svolto le operazioni preliminari e aver individuato le impostazioni corrette, l’estrusione procede autonomamente (anche se è sempre consigliato monitorarla).

In ogni caso, che si parta da pellet vergine, e quindi quasi sempre incolore, o da materiale di recupero (perciò spesso di colori differenti) uno dei maggiori problemi quando si vuole produrre del filamento è riuscire ad ottenere un colore uniforme; questo, infatti, spesso dipende dal tipo di vite che si utilizza.

Nel caso di Felfil Evo è molto semplice realizzare un filamento di colore omogeneo. Infatti, grazie alla speciale conformazione della coclea, dotata di un’unghia all’estremità, il materiale riesce ad amalgamarsi uniformemente all’interno dell’estrusore e il filamento risulta omogeneo e quasi per nulla pulsato già alla prima estrusione.

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Per ottenere un risultato di questo tipo è necessario aggiungere al materiale che si vuole estrudere una percentuale pari al 2% del peso di pigmento colorato, chiamato comunemente masterbatch (si tratto di un tipo di pellet caratterizzato da una relativamente elevata concentrazione di additivi, come ad esempio i coloranti, rispetto alla concentrazione degli stessi additivi desiderata nel filamento finale). Questi pigmenti andranno a mischiarsi con il polimero in estrusione e renderanno il vostro filamento colorato: potete seguire il procedimento mostrato nel video che abbiamo realizzato.

Lo stesso principio vale se si vogliono sperimentare materiali compositi, come abbiamo fatto quando abbiamo realizzato del filamento utilizzando polvere di caffè; in questo caso, tuttavia, occorre calibrare la percentuale di additivo a seconda della tipologia.

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