PLA wastes

Come riciclare le stampe 3D in PLA e trasformarle in nuovo filamento con Felfil Evo

Spesso le stampe 3D mal riuscite si accumulano o vengono direttamente cestinate: perché non dar loro una seconda vita e trasformale in nuovo filamento? Con Felfil Evo è possibile!

 

Come ogni appassionato sa bene, il PLA è uno dei materiali più utilizzati nella stampa 3D: infatti, si stampa facilmente a basse temperature e non richiede un letto riscaldato. Inoltre, è piuttosto economico e non emette sostanze tossiche per l’uomo.

Proprio per questo motivo, vi troverete facilmente ad avere numerose stampe realizzate in PLA sulla scrivania o sparse in casa. Probabilmente alcune, le migliori, verranno orgogliosamente custodite o utilizzate per i più svariati scopi; ma, come è noto, per ogni stampa 3D ben riuscita è necessario realizzare diversi tentativi, a meno di rare eccezioni.

Probabilmente vi sarete chiesti come utilizzare le stampe di prova: gettarle nella spazzatura sarebbe un vero e proprio spreco, ma d’altra parte occupano spazio e non sempre si ha a disposizione uno luogo in cui conservarle.

È proprio in queste situazioni che un estrusore di filamento come il nostro Felfil Evo si rivela più utile: permette, infatti, di riciclare le stampe 3D in PLA e trasformarle in nuovo filamento pronto per essere stampato in 3D direttamente sulla propria scrivania.

 

Riciclare il PLA con Felfil Evo

Con Felfil Evo riciclare il PLA e semplice e richiede poco tempo, a patto di seguire il corretto procedimento.

Prima di tutto, per estrudere le proprie stampe 3D e trasformarle in filamento occorre sminuzzarle in piccoli pezzettini: non serve che siano della stessa dimensione, l’importante è che siano abbastanza ridotti (8mm circa) da entrare nel serbatoio di Felfil Evo e da lì passare nella camera di estrusione. Per fare questa operazione, potete utilizzare un trituratore o in alternativa anche un normale frullatore da cucina.

Se il PLA con cui volete lavorare non è fresco di produzione, consigliamo di essiccarlo (ad esempio con un asciugacapelli) per ottenere risultati ottimali: questo materiale, infatti, tende ad accumulare umidità, che rovina la qualità dell’estrusione.

Contemporaneamente, per velocizzare le operazioni è utile accendere Felfil Evo e portare la temperatura a circa 180°-190°: è il range ottimale per lavorare con il PLA.

A questo punto, le stampe tritate vanno inserite nel serbatoio fino a riempirlo e occorre regolare gli RPM (round per minute), ossia la velocità del motore, a seconda del filamento che si vuole ottenere. Per quello da 1.75 mm consigliamo di restare a 6/7 RPM, mentre se si vuole ottenere filamento da 2.85 mm il suggerimento è quello di impostare gli RPM a 8/9.

Una volta terminate le operazioni preliminari si può cominciare a estrudere. Per ottenere risultati ottimali consigliamo di affiancare Felfil Spooler a Felfil Evo; altrimenti, è possibile posizionare l’estrusore sul bordo di un tavolo e far avvolgere il filamento estruso direttamente sul pavimento.

Per monitorare il risultato dell’estrusione, se non utilizzate Felfil Spooler è possibile avvalersi di un calibro per misurare il diametro del filamento sul pavimento. Se dovesse essere troppo sottile è possibile intervenire aumentando gli RPM oppure diminuendo la temperatura, e viceversa. Il diametro del filamento, infatti, dipende anche dalle condizioni ambientali circostanti, e non esistono impostazioni universalmente valide.

È possibile creare nuovo filamento a partire utilizzando esclusivamente PLA riciclato, come abbiamo fatto nella nostra video guida, che vi invitiamo a guardare; tuttavia, per semplificare il processo consigliamo di utilizzare sempre una parte di PLA vergine, più facile da trattare. In questo modo, la qualità dell’estrusione aumenterà ulteriormente.

Riciclare il PLA con Felfil Evo, dunque, è semplice: se anche tu vuoi dare una seconda vita alle tue stampe 3D, ti consigliamo di provare un estrusore di filamento!

 

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