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Il progetto Living Seawall per la salvaguardia degli oceani

Negli oceani c’è così tanta plastica da spingere gli scienziati a credere che rimuoverla del tutto sia un’impresa non realizzabile. E, in effetti, se si pensa che nel mare finisce l’equivalente di un camion pieno di plastica ogni minuto, è facile rendersi conto delle dimensioni del fenomeno. Il simbolo del problema, casomai ce ne fosse ulteriore bisogno, è diventata nell’immaginario comune la gigantesca isola di rifiuti nell’Oceano Pacifico.

A impattare sull’ambiente marino, tuttavia, non c’è solo la plastica, ma anche altri fattori. In particolare la costruzione di dighe artificiali, sempre più frequente negli ultimi decenni a causa della crescente urbanizzazione, provoca modifiche (anche distruttive) all’ecosistema circostante.

Nei dintorni di Sidney, ad esempio, circa la metà della costa è stata trasformata in diga artificiale: la conseguenza è stata la distruzione della giungla di mangrovie (una formazione vegetale che si sviluppa sui litorali bassi delle coste marine tropicali, in particolare nella fascia periodicamente sommersa dalla marea) lì presente. Insieme alle mangrovie, poi, è stata danneggiata tutta la vita marina e costiera che risiede dentro le radici di queste piante e che di esse si nutre, e che ha un effetto purificatore sull’acqua poiché molti organismi consumano tossine, sostanze chimiche e particolato provocati dell’inquinamento causato dall’uomo.

 

Dal momento che abbattere le dighe per fare spazio alle mangrovie non è un’opzione praticabile, è facile intuire che risolvere problemi di questo genere richiede probabilmente l’utilizzo di nuove tecnologie. È quanto ha fatto Volvo, in collaborazione con il Sydney Institute of Marine Science e il Reef Design Lab: l’azienda svedese ha installato nel porto di Sidney la Living Seawall, una sorta di diga composta di piastrelle esagonali in plastica riciclata che riproducono il disegno delle radici di mangrovia, habitat ideale per la vita marina della costa. Le piastrelle, create con una miscela di cemento e plastica a partire da uno stampo realizzato in 3D, hanno una struttura biomimetica complessa e sono puntellate di piccoli fori di dimensione ideale per l’installazione di ostriche e altri molluschi.

Con il passare del tempo, gli organismi filtranti dovrebbero colonizzare la Living Seawall, e (ri)cominciare la loro attività di purificazione. Il Living Seawall verrà monitorato per i prossimi 20 anni, per capire se effettivamente è capace di migliorare la qualità dell’acqua e stimolare la biodiversità. Se siete incuriositi, vi lasciamo il video di presentazione del progetto.

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