14 Set Stampa 3D nelle scuole: l’importanza del “learn by doing”
Negli ultimi anni, l’introduzione di nuovi strumenti tecnologici e l’adozione di approcci di “learn by doing” nelle scuole è notevolmente aumentata. Approcci sempre più adattabili a esigenze diverse e tecnologie alla portata di tutti hanno incrementato progetti ed esperimenti che avvicinano i bambini e i ragazzi ad un nuovo modo di apprendere in prima persona.
La stampa 3D è un pratico esempio di questo fenomeno: molti istituti sono ormai dotati di stampanti 3D e aderiscono a progetti basati sull’approccio STEAM, che individuano nella fusione di Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Arte e Matematica un nuovo metodo di insegnamento che avvicina la teoria delle lezioni alla pratica.
Utilizzare strumenti specifici come la stampa 3D significa infatti creare un ambiente di apprendimento con regole e processi precisi che influiscono direttamente sulle modalità di apprendimento di concetti e abilità.
L’importanza di mettersi alla prova
La scuola è il luogo adatto per poter apprendere nuove nozioni in un contesto sicuro, con l’aiuto di educatori e insegnanti. I nuovi approcci alle materie STEAM permettono agli studenti di partecipare attivamente ai progetti, creando ambienti di insegnamento immersivi dove i concetti teorici si trasformano in esperimenti alla portata di tutti, e in cui inclusività, apprendimento e divertimento sono messi al primo posto.
Progetti che mettono in pratica gli insegnamenti appresi durante le lezioni sono fondamentali al completamento dell’apprendimento scolastico.
La stampa 3D a scuola
L’utilizzo della stampa 3D nelle scuole aiuta l’integrazione di più attività e semplifica l’apprendimento delle materie STEAM, permettendo l’acquisizione di nuove conoscenze e stimolando la creatività degli alunni.
La stampa 3D può essere utile sia nella creazione di elementi didattici, al fine di rendere l’apprendimento più dinamico e personalizzabile, sia nei progetti che permettono l’avvicinamento a materie più tecniche.
L’utilizzo della stampa 3D e sistemi di estrusioni abilitano l’apprendimento e l’educazione al riciclo dei materiali, sperimentabili in prima persona dai ragazzi.
Progetti di riciclo con Felfil

Esempi di progetti esistenti e funzionanti sul riciclo della plastica sono presenti già in molte scuole italiane con cui anche noi di Felfil abbiamo il piacere di collaborare; ricordiamo il progetto CarrellOne, (in collaborazione con Campustore e la direzione creativa di Francesco Bombardi), un sistema mobile di riciclo della plastica con cui i ragazzi possono sperimentare con l’estrusione della plastica e la stampa 3D.
Trituratore, estrusore e avvolgitore sono i primi strumenti da utilizzare per approcciarsi al riciclo della plastica, che può essere poi completata da una stampante 3D. I rifiuti vengono prima raccolti e divisi per tipologia, poi triturati, estrusi e stampati, in processi che possono coinvolgere i ragazzi in attività di gruppo.
Conclusioni
Abbiamo visto i benefici che può portare l’utilizzo di nuove tecnologie a scuola e dell’importanza di fornire ai ragazzi strumenti per poter osservare fenomeni in prima persona. Riciclare oggetti di plastica nelle scuole è il primo passo per educare i ragazzi al rispetto dell’ambiente.
È importante che le scuole avvicinino i ragazzi a prospettive diverse e interattive, in modo da formare gli adulti di domani con skill e competenze che uniscono la teoria alla pratica.
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